Pensare che in ogni nostro gioiello non sia inciso soltanto il nome del brand Damiani, ma idealmente anche il mio nome, quello dei miei fratelli, di mio padre, di mio nonno e, soprattutto, di figli e nipoti, mi ricorda quanto grande sia la nostra responsabilità e al tempo stesso mi riempie d’orgoglio». Per Guido Grassi Damiani, presidente del gruppo omonimo di alta gioielleria che in un secolo di eccellenza e passione ha realizzato preziosi capolavori indossati da re e regine, unico al mondo ad avere vinto 18 Diamonds International Awards, record assoluto nella gioielleria mondiale, la famiglia e l’azienda coincidono, anzi l’una vive attraverso l’altra. «Questa simbiosi ci ha permesso di trasformare una storia famigliare in una storia di impresa capace di guardare al futuro con entusiasmo e solidità».
Storia iniziata nel 1924 a Valenza Po con il capostipite Enrico Grassi Damiani e portata avanti dal figlio Damiano. «Nostro padre è stato senza dubbio un pioniere: è riuscito a trasformare Damiani in una vera e propria azienda e ha costruito attorno al brand una comunicazione innovativa e moderna, anticipando i tempi», dichiara il presidente. È con l’ingresso della terza generazione, rappresentata dai fratelli Guido, Giorgio e Silvia, che avviene la crescita più significativa e l’identità di Damiani ?????fatta di artigianalità, eccellenza manifatturiera e stile italiano si afferma anche a livello internazionale. «Erano gli anni Novanta. In quel periodo abbiamo inaugurato i primi negozi monomarca in Italia e avviato una strategia di espansione internazionale, strutturando il gruppo in modo più solido e organizzato. Da un lato, abbiamo aperto boutique dirette nelle principali vie del lusso; dall’altro, abbiamo creato filiali nei mercati strategici per lo sviluppo del business, continuando a investire molto in comunicazione per rafforzare il brand». Un passaggio generazionale brusco. «Abbiamo perso nostro padre per un tragico incidente d’auto. Io e i miei fratelli eravamo ancora molto giovani, tutti sotto i trent’anni. È stato uno shock profondo, che per forza di cose ci ha spinto a reagire».
Oggi Damiani è l’unico gioielliere internazionale italiano ancora di proprietà della famiglia fondatrice e Guido, Silvia e Giorgio lavorano sull’unicità e le tradizioni che caratterizzano la Maison, come faceva il padre, e contrastano la «colonizzazione» dei big player del lusso nel distretto orafo più famoso, quello di Valenza. La nuova generazione, composta da sette cugini, non è ancora in azienda. «Sono ancora impegnati nel loro percorso di studi, ma mostrano già un sincero interesse per il nostro lavoro e un profondo orgoglio per la storia della nostra famiglia. Abbiamo iniziato a coinvolgerli con i family meeting, dove raccontiamo l’andamento del gruppo e i principali progetti, proprio come si fa con gli azionisti, perché loro sono in effetti gli azionisti del futuro».
100
Gli anni di vita dell’azienda festeggiati nel 2024
18
I Diamonds International Awards vinti, un record tra le aziende orafe
6
I brand del gruppo: Damiani, Salvini, Bliss, Calderoni, Rocca e Venini
Un mosaico pregiato di marchi storici per il lusso
Sotto la guida della terza generazione, Damiani si è evoluto in un gruppo del lusso che promuove e rappresenta l’eccellenza del made in Italy nel mondo, attraverso marchi nati o acquisiti con una visione coerente e di lungo periodo. «Abbiamo rafforzato il posizionamento del marchio Salvini e acquisito Rocca, una delle più importanti catene di gioielleria e orologeria di lusso nel mondo», spiega il presidente Damiani. « Nel 2016, in un’ottica di diversificazione, abbiamo rilevato Venini, storica fornace di Murano fondata nel 1921, le cui opere di vetro d’arte firmate da grandi artisti e designer sono esposte nei più importanti musei del mondo». Del gruppo fanno parte anche Bliss, gioielli pensati per un pubblico più giovane e Calderoni, storico marchio milanese fondato nel 1840, oggi business unit specializzata nella commercializzazione di diamanti naturali sciolti.