La storia di Andrea Bonomi e di Investindustrial si apre con un’eredità che affonda nella ricostruzione milanese del Dopoguerra e nella parabola di una famiglia che ha intrecciato il proprio nome al boom economico del Paese. È un percorso che parte con la nonna, Anna Bonomi Bolchini, prosegue con il padre Carlo e arriva fino alla nascita di Investindustrial, segnata da una ripartenza maturata all’estero dopo anni complessi.
Anna Bonomi Bolchini, conosciuta negli anni come Lady Finanza, inizia negli anni Quaranta un’attività imprenditoriale pionieristica, emergendo come protagonista nei settori immobiliare e finanziario, diventando proprietaria di edifici prestigiosi e contribuendo alla costruzione del grattacielo Pirelli. Nei ricordi del nipote Andrea la sua figura resta un riferimento costante per la capacità di giudizio e la determinazione con cui affrontava un ambiente in cui la presenza femminile era minima. Intervistato durante un WLeadership Summit organizzato da ClassCnbc, Andrea Bonomi ha ricordato come: «La sua eredità ci suggerisce che anche oggi, se sei donna, devi avere coraggio di fare e chiarezza di idee, perché nel business la parità dei sessi non c’è ancora. Mia nonna questo non lo accettava proprio. Aveva una lucidità nel vedere ciò che era giusto e sbagliato, e un’intraprendenza che nella Milano della ricostruzione hanno fatto la differenza. Era una leadership pioniera».
L’impronta di Anna Bonomi Bolchini tocca anche l’ippica, con il controllo della società Trenno spa, proprietaria dei terreni di San Siro. Un legame che riaffiora anni dopo, quando Investindustrial acquisisce Snai, un passaggio definito infatti un «ritorno al passato» e che ha riproposto il rapporto con un pezzo della storia familiare.

Anche il padre Carlo Campanini ha avuto un ruolo centrale nella gestione dei business familiari fino alla metà degli anni Ottanta, quando la scalata ostile alla Bi-Invest da parte di Montedison ha portato allo smembramento dell’impero costruito da Anna Bonomi Bolchini. La famiglia ha scelto allora di ripartire dall’estero e, poco più che ventenne, Andrea Bonomi ha deciso di investire parte del patrimonio in operazioni di private equity. Da quella scelta ha posto le premesse per la nascita, nel 1990, di Investindustrial, nel Regno Unito. Bonomi ha sempre indicato l’approccio «industriale» come elemento distintivo: l’investimento di capitali familiari, pari in media al 10% del patrimonio di ciascun fondo, è per lui un segnale di allineamento con gli investitori terzi e uno strumento per mantenere una prospettiva di medio-lungo periodo.
1990
L’anno di nascita di Investindustrial, nel Regno Unito
17 miliardi di euro
Il capitale raccolto dai diversi fondi del gruppo
200
I professionisti coinvolti nelle attività di Investindustrial in 21 Paesi
Un gruppo di società indipendenti a supporto delle aziende del mid-market
Investindustrial è un gruppo europeo formato da società di investimento, holding e strutture di consulenza gestite in modo indipendente, con 17 miliardi di euro di fondi raccolti. Opera da oltre trentacinque anni affiancando imprenditori e aziende del mid-market, in particolare nell’alimentare, settore nel quale vanta già un polo da oltre 12 miliardi di fatturati, ma anche nella salute e farmaceutica veterinaria, automazione, sicurezza, healthcare. Il gruppo fornisce capitale, soluzioni industriali, supporto operativo e piattaforme per accelerare la creazione di valore sostenibile e favorire l’espansione internazionale. L’attività copre l’intero mid-market tramite i fondi flagship, dedicati al core e all’upper mid-market, e i fondi growth, rivolti al lower mid-market. Il gruppo conta oltre 200 professionisti da ventuno Paesi e uffici da Lugano a Londra, da New York a Shanghai e Abu Dhabi.