Nel cuore di Spirano, Bergamo, il Calzificio Bresciani continua a tessere la sua storia di eccellenza italiana: filati pregiati, manifattura curata nel dettaglio e una guida familiare che ha trasformato la tradizione in un marchio di stile. Da laboratorio artigianale a brand internazionale di calze di lusso, simbolo di eleganza maschile, il Calzificio Bresciani è la prova che il Made in Italy può restare familiare e competitivo, anche attraverso i passaggi generazionali.
Oggi, al timone del Calzificio Bresciani, i fratelli Massimiliano e Fabio Bresciani portano avanti l’eredità del padre Mario con visione moderna e radici salde. E mentre molte aziende del tessile scelgono l’estero, il Calzificio Bresciani resta fedele alla produzione «Made in Spirano»: una scelta di identità che premia sui mercati di tutto il mondo.

Fondata nel 1970 da Mario Bresciani, che aveva alle spalle esperienze come tecnico e la collaborazione in altre aziende del settore, l’impresa punta su filati naturali selezionati (cotone egiziano, lana australiana, cachemire, seta) e produzione 100% italiana. La tragica scomparsa del fondatore Mario Bresciani, una delle prime vittime del Covid nel marzo 2020, ha sancito la fine di un capitolo, ma non ha segnato il declino dell’azienda: al contrario, l’impronta del padre è diventata parte del racconto e del retaggio di Calzificio Bresciani.
Massimiliano e Fabio Bresciani erano entrambi già presenti in azienda, Massimiliano dal 1989 e Fabio dal 1993, e hanno assunto ruoli complementari: il primo con delega alla distribuzione e al mercato, il secondo alla produzione interna. Il padre aveva comunque già da tempo concesso ampia autonomia ai figli, diventando una figura di memoria e riferimento morale, ma senza intervenire «a gamba tesa» nella gestione operativa.
Negli ultimi anni l’azienda ha affrontato un contesto di mercato assai dinamico, ma la scelta strategica di rafforzare il proprio marchio («Bresciani 1970») rispetto al modello quasi esclusivo conto-terzi si è dimostrata vincente: i volumi del marchio proprio sono passati in cinque anni dal 20% al 62% dei volumi totali.
Sul piano imprenditoriale, la sfida più grande per il calzificio è quella di rimanere indipendente e produrre in Italia, pur in un mercato che spinge verso integrazioni verticali e concentrazioni dei gruppi. Come dice Massimiliano, «siamo un’azienda piccola con i problemi delle aziende grandi, ovvero dobbiamo competere sul marketing e sulla visibilità internazionale come i grandi marchi, pur mantenendo una dimensione artigianale». La strategia sembra dare i suoi frutti: l’adozione crescente del canale e-commerce in Europa e l’apertura a nuovi mercati confermano che l’azienda è in fase di evoluzione. Calzificio Bresciani rappresenta un caso di tradizione e rinnovamento: la famiglia continua a presidiare l’attività, la produzione resta in Italia, il marchio è forte e l’impresa si muove con consapevolezza nel contesto globale.
1970
L’ anno di fondazione dell’azienda da parte di Mario Bresciani
29
Il numero di dipendenti
62%
La quota dei volumi aziendali prodotti con marchio proprio (dato 2024)
I maggiori volumi oggi sono a marchio proprio

Fondata nel 1970 da Mario Bresciani, l’azienda con sede a Spirano (Bg) produce calze in filati naturali (cotone, lana, seta, cashmere) per uomo (90%) e donna (10%) e, secondo i dati recenti, impiega 29 dipendenti. Almeno il 62% dei volumi realizzati sono oggi prodotti a marchio proprio (con il brand «Bresciani 1970»), mentre il resto è conto-terzi per grandi maison. Il fatturato 2023 si attesta intorno a 3,13 milioni di euro. L’82% delle vendite è all’estero e il mercato statunitense rappresenta circa il 32% dell’export, con aperture importanti verso l’Africa e il Sud America.