Guida l’azienda con lo stesso piglio con cui negli anni ha affrontato e vinto molte sfide per la sua Calabria. Il Cavaliere del Lavoro Filippo Callipo, che lo scorso giugno ha spento 79 candeline, può vantare di aver portato per la prima volta in 112 anni il suo gruppo a registrare un fatturato a tripla cifra: superando i 100 milioni di euro. Un risultato significativo trainato dalla storica azienda di conserve ittiche, che è cresciuta del 7,4% e nel 2024 è arrivata a 90 milioni di fatturato, con l’export che pesa per il 18, 5% sulle vendite. Hanno contribuito a ottenere questi risultati anche l’e-commerce, con un +16%, e gli store monomarca Callipo1913 a Cosenza, Reggio Calabria, Roma e Milano.

Il gruppo, che occupa oltre 420 lavoratori, comprende oltre alla Callipo Conserve Alimentari altre sette società: Callipo Gelateria, Popilia Resort, Callipo Group, Callipo Agricoltura, Callipo Turismo, Med Frigus e Med Cibus, tutte guidate dal presidente Filippo assieme ai due figli, Giacinto e Filippo Maria, quinta generazione della famiglia. Ed è Giacinto, che siede nel cda dell’azienda insieme al fratello, a spiegare che «questo importante traguardo è stato raggiunto in un periodo di grande complessità per tutta l’industria ittica. Siamo ottimisti anche per il futuro, abbiamo preparato un piano di investimenti per il prossimo triennio per circa 10 milioni di euro, perché vogliamo continuare a innovare per essere sempre più competitivi e sostenibili».
Giacinto Callipo Conserve Alimentari è un’azienda totalmente italiana, che da 112 anni è tra i principali protagonisti del mercato del tonno e delle conserve ittiche. La sua storia comincia a Pizzo Calabro (VV) nel 1913, quando Giacinto Callipo fonda l’azienda, prima in Calabria e tra le prime in Italia a inscatolare il pregiato tonno del Mediterraneo. E fra i traguardi orgoglio del capostipite, nel 1926, la conquista del brevetto di fornitore ufficiale della Real Casa. Da oltre un secolo tutte le fasi di lavorazione dei prodotti sono svolte in Calabria, perché non delocalizzare la produzione è la scelta che «garantisce la qualita` del prodotto, completamente italiano, realizzato combinando tradizione e tecnologia: dalla selezione della materia prima, alla stagionatura dei prodotti fino alla loro commercializzazione», spiegano da Casa Callipo. Nel 2019 il gruppo e` stato inserito nel Registro delle Imprese Storiche Italiane, per aver esercitato ininterrottamente l’attivita`, da oltre 100 anni, nell’ambito del medesimo settore merceologico e per aver trasmesso alle generazioni che hanno guidato la società un patrimonio di esperienze e di valori imprenditoriali.
100 milioni di euro
Il fatturato 2024 dell’azienda di conserve ittiche; l’export pesa per il 18, 5% delle vendite
20 milioni di euro
Gli investimenti per l’implementazione di soluzioni innovative e sostenibili per il miglioramento dei processi e l’efficientamento dei costi. Altri 10 milioni saranno investiti nel prossimo triennio
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I milioni di vasetti confezionati a mano nello stabilimento di Pizzo(VV)
Dalla cottura allo stoccaggio, la filiera del tonno resta il core business

Il punto di forza della Callipo è la lavorazione del tonno, effettuata completamente in Italia a partire dal pesce intero. La produzione si sviluppa su tre siti: nell’interporto di Gioia Tauro (RC) è ubicato il magazzino di stoccaggio della materia prima (stabilimento di 24mila mq); nello stabilimento di Maierato (VV), che si estende su una superficie di circa 34mila mq, 9mila dei quali coperti, vengono effettuate le fasi di lavorazione del tonno, come la cottura, la monda, l’invasettamento manuale dei formati più pregiati; infine a S. Pietro Lametino (CZ), in un capannone di 5mila mq coperti, con una capacità di oltre 7mila posti pallet, è ubicato il magazzino dedicato al prodotto finito. Per quanto riguarda Callipo Conserve Alimentari gli investimenti hanno portato a ottimizzare la capacità produttiva, con oltre 9.150 tonnellate di tonno lavorato nello stabilimento di Pizzo (VV), circa 11 milioni di vasetti di tonno confezionati a mano e 72 milioni di scatolette realizzate. Mentre la costruzione di un magazzino logistico, completamente automatizzato, ha permesso di aumentare del 50% lo spazio di stoccaggio del prodotto finito.