Con oltre 140 anni di storia, Bertazzoni è una delle più antiche aziende familiari attive nel settore degli elettrodomestici. E una delle poche rimaste autenticamente italiane, avendo l’intera produzione concentrata a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia, dal 1882. Il legame inestricabile con il territorio è rimasto immutato mentre alla guida del gruppo si avvicendavano sei generazioni della stessa famiglia, senza mai uno strappo o una tensione. «Il passaggio generazionale in Bertazzoni è un processo naturale, che si costruisce nel tempo e si basa sulla condivisione di valori e visioni», racconta Valentina Bertazzoni, marketing communications director di Bertazzoni. «La sesta generazione è rappresentata da me e dai miei fratelli Nicola e Federico, mentre nostro padre Paolo, ceo dell’azienda, appartiene alla quinta. Ma la nostra non è mai stata un’eredità scontata: è il risultato di un equilibrio tra tradizione, innovazione e responsabilità».

Equilibrio è la parola chiave nella storia di Bertazzoni. Il marchio, tra i primissimi registrati in Italia in ambito industriale, offre elettrodomestici per la cucina di alta qualità bilanciando le due anime dell’Emilia, quella enogastronomica e quella meccatronica. Con un perfetto dosaggio di cultura ingegneristica d’avanguardia, cura nel design e piacere della buona cucina i due marchi del gruppo (Bertazzoni e la Germania) sono diventati simbolo del made in Italy nel mondo. Un equilibrio che torna anche nella governance. «Sono cresciuta in un contesto nel quale lavoro e famiglia si intrecciano da sempre», continua Valentina, «ma ho avuto la fortuna di poter scegliere liberamente il mio percorso. Ho seguito le mie inclinazioni, laureandomi in Architettura e lavorando per anni al di fuori dell’azienda». L’ingresso in Bertazzoni è avvenuto in un secondo momento, «quando ho sentito di poter portare un contributo concreto. In famiglia crediamo che ogni generazione debba costruire il suo ruolo in base alle proprie competenze, senza forzature, ma con la consapevolezza di dover lasciare l’azienda migliore di come l’ha trovata: più solida, più innovativa, più pronta al futuro. Il passaggio generazionale è anche una questione di metodo: si lavora fianco a fianco, con ruoli chiari e obiettivi condivisi, ma sempre con l’idea di preservare un equilibrio tra radici e contemporaneità».
Lavorare in un contesto del genere certamente lascia in eredità lezioni valide per la vita. «In Bertazzoni ho imparato molto, sia da mio padre Paolo, sia dai tanti collaboratori con cui condivido ogni giorno il lavoro», riflette la manager. «Tra le lezioni fondamentali, la prima è quella di avere sempre una visione orientata al futuro. L’innovazione non è solo tecnologica o di prodotto, è un’attitudine mentale. La seconda lezione è legata al rispetto per tutte le persone che lavorano in azienda. E la terza alla coerenza: tra chi siamo, cosa facciamo e come lo comunichiamo. È un principio che guida ogni nostra scelta: dal design dei prodotti al modo in cui ci presentiamo».
1882
L’anno di fondazione dell’azienda
200mila
I pezzi prodotti ogni anno
250
Il numero dei dipendenti raggiunti nel 2025
Cucina e ingegneria, le due anime dell’Emilia nel dna di sei generazioni
Bertazzoni è un produttore italiano di elettrodomestici di alta gamma, fondato nel 1882 da Francesco Bertazzoni con sede a Guastalla (Re). Con ben sei generazioni della famiglia alla guida, Bertazzoni unisce tradizione artigianale, design italiano e tecnologia d’avanguardia, offrendo soluzioni complete per la cucina (forni, piani cottura, frigoriferi, lavastoviglie e macchine da caffè) distribuite in oltre 60 paesi nel mondo. L’azienda si distingue per l’approccio sintetizzato nella formula Family.Food.Engineering., un motto che guida la visione del gruppo e riflette l’equilibrio tra passione culinaria, innovazione tecnica ed heritage familiare.