Quella del Gruppo Barilla è una storia di eccellenza italiana che affonda le sue radici nel lontano 1877, quando Pietro senior aprì la sua prima bottega di pasta nel cuore di Parma. Da allora, quattro generazioni di Barilla hanno guidato l’azienda di famiglia con amore, passione e determinazione, facendola crescere e conoscere in tutti i continenti e persino nello spazio, con tre chili di fusilli gustati lo scorso anno dagli astronauti dell’International Space Station.
Dal 1993 a guidare questa realtà tocca ai fratelli Guido, Luca e Paolo Barilla che portano avanti la multinazionale con unità e valori trasmessi di padre in figlio, come racconta Luca. «Di recente, noi fratelli e i nostri figli» ha sottolineato l’imprenditore, vicepresidente del gruppo, in una recente intervista, «abbiamo ripreso in mano il patto di famiglia firmato con nostro padre. Lo abbiamo aggiornato adattandolo alle nuove necessità della famiglia, che nel frattempo è cresciuta». A distanza di oltre trent’anni, infatti, l’organizzazione per le nuove generazioni prevede oggi un percorso di formazione con esperienze sia nelle sedi italiane che estere del gruppo. «I nostri figli sono consapevoli che nulla è scontato» ha spiegato. «L’ingresso in azienda dipende soltanto da loro, dalla loro passione e dedizione».

La famiglia e i valori sono il cuore pulsante dell’azienda. «In Barilla l’unità conta» ha ricordato. «Nostro padre, fin da bambini, ci parlava della forza straordinaria che nasce dallo stare uniti». Un’impostazione che rispecchia anche la volontà di mantenere salda l’italianità, l’identità familiare e la gestione autonoma dell’azienda. «Siamo e rimarremo un’azienda italiana» ha aggiunto in tale occasione. Nello Stivale nasce questa storia, dove continua a battere il cuore della multinazionale emiliana. Va proprio in questa direzione il piano quinquennale d’investimenti da un miliardo di euro, avviato nel 2022, con orizzonte 2027. «Di questi, la metà in Italia». Già attuato per 600 milioni di euro, il piano punta a sviluppare nuove tecnologie dedicate alla filiera, con focus nel Belpaese, come testimoniato anche dall’apertura di quest’anno a Parma del nuovo centro ricerca e sviluppo, il Barilla Innovation and Technology Experience (Bite), frutto di un investimento di 20 milioni di euro.

4,9 miliardi di euro
Il fatturato nel 2024
63,9%
La quota di fatturato legata all’export
8.827
I dipendenti nel mondo
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Dal 1877 la casa della pasta, ma anche di biscotti, sughi e cibi bio
Oggi Barilla fa brillare l’Italia nel mondo in campo alimentare: fattura 4,9 miliardi di euro l’anno, dispone di 30 comprensori produttivi sparsi per il pianeta (di cui 15 nel nostro Paese), dà lavoro a 8.827 persone. «Dove c’è pasta c’è Barilla», recita il famoso slogan, ma Barilla non è solo pasta. Questa, infatti, vale «solo» per il 48,1% del fatturato. Il 41,1% è dovuto ai prodotti da forno, il 9,6% si ricava dai sughi e lo 0,9% è legato ad altre iniziative. In portfolio, infatti, oltre al marchio Barilla il gruppo ha altri 20 brand tra i più noti sulle tavole di tutto il mondo: Mulino Bianco, Pan di Stelle, Grancereale, Harrys, Wasa, Filiz, Yemina, Misko, Voiello, First, Catelli, Pasta Evangelists, Artisia, Pavesini, Gran Pavesi, Togo, Ringo, Gocciole, Barilla for Professionals e, tra i più nuovi, Back to Nature che, sottolineano dalla città dei Farnese e dei Borbone, promuove un’alimentazione «gustosa, gioiosa e sana, ispirata alla dieta mediterranea e allo stile di vita italiano».