Un mondo di fibre e colori, di tradizioni legate a un territorio da sempre a vocazione tessile, di amore per il bello, il piacere del vestire e l’etica del lavoro. È quello nel quale il lanificio Vitale Barberis Canonico, che da 362 anni produce i migliori tessuti made in Italy per l’abbigliamento maschile, ha costruito il proprio successo. In oltre tre secoli di storia, l’attività dell’azienda biellese ha accompagnato e orientato, di generazione in generazione, l’evoluzione del tessile di alta qualità. Proprio come il processo di tintura, gelosamente tramandato di padre in figlio, descritto nel quinternetto delle taglie, il primo documento datato 1663 che attesta l’attività laniera della famiglia Barberis Canonico.

Oggi al timone dell’azienda di Pratrivero (Biella) troviamo i rappresentanti della tredicesima generazione, che nel 2008 hanno raccolto il testimone da Alberto e Luciano. Alessandro, figlio di Alberto, è diventato amministratore delegato; Francesco, figlio di Luciano, è il direttore marketing e comunicazione; la nipote Lucia Bianchi Maiocchi, è head of Esg.
«Per quanto mi riguarda, il passaggio generazionale è avvenuto in maniera naturale, senza forzatura, partendo dalle basi tessili e guadagnandomi la fiducia dei colleghi e dei familiari. Ho ottenuto responsabilità man mano graduali e con il passare degli anni ho raggiunto traguardi e obiettivi sempre nel rispetto dell’impresa e della famiglia», sintetizza Francesco Barberis Canonico. Nelle parole del manager c’è tutta la filosofia della storica azienda: profonda competenza e cultura, know-how senza pari nella selezione e lavorazione delle migliori lane a livello mondiale, rispetto della tradizione coniugato alla capacità di innovare costantemente.

Oggi la gestione della supply chain, la managerializzazione, la forte attenzione alla sostenibilità, la digitalizzazione e la valorizzazione delle risorse umane sono gli asset prioritari per la nuova generazione alla guida di Vitale Barberis Canonico. Un modo di fare impresa che si fonda sul saper riconoscersi nelle proprie origini e sulla capacità di rinnovarsi con creatività. Non a caso, in azienda una fondamentale fonte di ispirazione è l’archivio storico, una collezione unica al mondo che contiene oltre 2mila volumi di antichi tessuti dall’Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania e America, dal 1846 ad oggi. Una celebrazione della magica e vera bellezza delle stoffe attraverso i secoli, che rappresenta anche un grande progetto di recupero del patrimonio tessile mondiale.
132 milioni di euro
Il fatturato 2024, sviluppato per l’84% sui mercati internazionali
480
I dipendenti dell’azienda, che produce a Pratrivero e Pray (Biella)
in due stabilimenti all’avanguardia
2013
L’anno del suo 350° anniversario, quando il Lanificio è diventato membro di Les He´nokiens, associazione internazionale che riunisce le aziende famigliari con almeno duecento anni di storia.
Materie da tutto il mondo per un made in Italy senza confini
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Il Lanificio Vitale Barberis Canonico è a buon diritto uno dei brand protagonisti del made in Italy. L’azienda, che ha chiuso il 2024 con un fatturato di 132 milioni di euro, crea da oltre tre secoli i tessuti destinati alle più celebri case di moda in Italia e nel mondo. Lana merino da Australia e Nuova Zelanda, cashmere dalla Cina, mohair dal Sudafrica: l’azienda biellese seleziona la materia prima più preziosa direttamente nelle aree di provenienza, lavorandola nei due stabilimenti di Pratrivero, che utilizzano tecnologie produttive all’avanguardia. Il lanificio di Pratrivero è, tra l’altro, il principale produttore ed esportatore di lane superfini. Complessivamente, lo scorso anno l’azienda ha prodotto 6,5 milioni di metri di tessuto utilizzando oltre 4 milioni di kg di lana grezza.
Vitale Barberis Canonico ha sviluppato una vera vocazione per l’export, a cui deve l’84% del proprio giro d’affari. I suoi tessuti sono commercializzati in oltre 90 Paesi.