Dal 12 febbraio al 12 marzo 2026, lo Spazio Hus di Milano ospita la mostra personale di Claudio Onorato dal titolo ‘Architetture fantastiche’, che sarà inaugurata giovedì 12 febbraio alla presenza dell’artista. Come un illusionista d’altri tempi, Claudio Onorato trasforma semplici fogli di cartoncino nero in architetture visionarie, mondi intagliati in cui aria e luce diventano materia narrativa. Attraverso un uso sapiente del ritaglio, l’artista dà vita a scenari complessi e poetici, rivelando la bellezza fragile e talvolta tragica della condizione umana. In Architetture fantastiche il visitatore è invitato a entrare in una dimensione sospesa, dove passato e futuro si sovrappongono, e il reale si fonde con l’immaginario.
L’opera di Onorato si muove con ironia e leggerezza tra arte, architettura e design, costruendo un luogo esperienziale in cui è naturale perdersi e ritrovarsi. La carta diventa ferro, il ferro ritorna carta: un continuo processo di smaterializzazione e materializzazione, simile a un rituale alchemico. In mostra una selezione di Ritagli dialoga con le architetture vegetali degli Alberi della vita e con le colorate Lightsbox, componendo un percorso che attraversa microcosmi immaginari popolati da figure umane, animali e vegetali in uno scenario narrativo brulicante di vita.
“Mi rendo sempre più conto che l’architettura è il cuore pulsante della mia opera – osserva l’artista – Lo dico con gioia e parimenti con un velo di inquietudine, qualche volta con la paura di essermi allontanato un po’ troppo dal mondo dei viventi. Per l’architettura ho tradito il corpo umano, modello indiscusso della scultura classica. Progetto e costruisco architetture con immenso e sconfinato piacere. Qualche volta ancora prima di conoscerne il contenuto. Non a caso sono architetto, figlio di architetto. Studio le mie architetture in pianta, frontalmente, di lato, con una prospettiva a volo d’uccello o con una semplice assonometria, sempre alla ricerca della migliore inquadratura, come farebbero Tim Burton o Wes Anderson in un loro film. Città, grattacieli déco, palazzi rinascimentali, quartieri, piazze, stanze, tutto diventa scenario teatrale, piccolo angolo del nostro universo extratemporale, dove l’immaginazione si fa architettura e l’architettura racconto”.