
Non più una nicchia di mercato, come lo era 15 anni fa, ma una componente strutturale di portafoglio che in ambito europeo (Ucits) vale quasi 70 miliardi di dollari, secondo i dati di Global Business Intelligence (BlackRock) al 3 giugno 2026,
Si tratta degli investimenti tematici, che permettono di accedere a mega-forze strutturali di lungo periodo, la cui crescita degli ultimi anni, a partire dalla pandemia, è stata tutt’altro che lineare: dopo una fase di forte espansione tra il 2020 e il 2021, e un periodo di deflussi tra il 2022 e il 2024, dal 2025 si è osservato un ritorno significativo di interesse. Tuttavia, attualmente gli ETF tematici rappresentano ancora una quota limitata rispetto ai 3.600 miliardi di dollari complessivi del mercato europeo degli ETF, risultando quindi ancora lontani dall’esprimere il loro potenziale di diversificazione.
La raccolta, infatti, è ancora concentrata su pochi temi chiave, come robotica e AI che, assieme alle risorse naturali, hanno totalizzato circa il 70% dei nuovi flussi. «Da inizio 2026 si è registrata un'ulteriore accelerazione», osserva Benedetta Goldner, Etf Sales Director di BlackRock Italia, «guidata in modo ancora più evidente da pochi driver strutturali legati ai temi all’intelligenza artificiale e alla scarsità delle risorse, oltre a nuove opportunità come il quantum computing. E’ la conferma che l'industria tematica sta evolvendo verso un approccio sempre più selettivo, premiando solo i temi con visibilità reale su utili e investimenti, oltre alla capacità concreta di generare valore nel tempo».
Benedetta Goldner, ETF Sales Director - BlackRock Italy
In questo contesto, Stoxx si è affermata tra i principali innovatori del settore: dal 2011, da quando ha lanciato i primi indici tematici, l’index provider europeo ha sviluppato oltre 60 strategie dedicate ai grandi trend di lungo periodo, nell’ambito di un percorso di crescita che si è rafforzato attraverso la collaborazione con BlackRock, giunta oggi al decimo anniversario.
L'evoluzione degli indici tematici Stoxx riflette la crescente sofisticazione degli strumenti utilizzati per individuare le aziende piu’ esposte ai trend strutturali di lungo periodo.
La prima generazione di indici, sviluppata nel 2011, si basava principalmente sull'analisi dei ricavi, privilegiando le società che generavano già una quota significativa del proprio fatturato dalle attività direttamente riconducibili al tema di riferimento dell’indice. Da questo approccio sono nati gli indici dedicati all'invecchiamento della popolazione, all'automazione industriale e alla digitalizzazione, per esempio.
A partire dal 2022 la metodologia si è ampliata includendo l'analisi dei brevetti e combinando l'esposizione economica del momento con gli indicatori prospettici di innovazione. Questo passaggio ha consentito di intercettare non solo i leader di mercato consolidati, ma anche gli innovatori emergenti, attivi in aree come il metaverso, l’intrattenimento digitale, le batterie, l’idrogeno e le infrastrutture per l'AI. La proprietà di un brevetto consente, infatti, di individuare il valore della proprietà intellettuale sulla quale si sta investendo, capace di garantire all’azienda un posizionamento competitivo rilevante, ancor prima che questo si traduca in ricavi.
Dal 2025, Stoxx ha poi introdotto una terza generazione metodologica che integra ricavi, brevetti e sistemi avanzati di AI e Natural Language Processing applicati a bilanci, relazioni societarie e comunicazioni pubbliche, con l'obiettivo di validare la rilevanza tematica e identificare in anticipo i futuri protagonisti dell'innovazione. Oggi, l’AI diventa quindi anche uno strumento di selezione e costruzione dell’indice, oltre a essere un tema di investimento. Il lancio dell'indice dedicato al Quantum Computing rappresenta una delle prime applicazioni di questo approccio metodologico.
Alla base della filosofia tematica di Stoxx vi è il framework che descrive il ciclo di vita di un megatrend: ogni innovazione nasce da una fase iniziale di ideazione, individuata attraverso dati alternativi e segnali provenienti dal mercato, cui segue la fase di innovazione vera e propria, nella quale i brevetti diventano il principale indicatore del potenziale di crescita. Successivamente si entra nella fase di commercializzazione, dove gli investimenti in ricerca e sviluppo iniziano a tradursi in modelli di business sostenibili e quindi in ricavi. Infine, il tema raggiunge la maturità trasformandosi in un settore consolidato.
L’ETF iShares AI Infrastructure e l’ETF iShares AI Adopters and Applications sono due prodotti tematici potenzialmente adatti per diversificare una quota del portafoglio, rispettivamente sull’infrastruttura a monte e sulle applicazioni a valle della catena del valore dell’AI.
Nel primo caso, l’esposizione riguarda un sottostante più maturo del mercato, attraverso un approccio duale basato sia sui ricavi sia sui brevetti. L’obiettivo è investire in società che svolgono un ruolo centrale nello sviluppo e nell'evoluzione dei componenti fondamentali per l'AI (semiconduttori, cloud computing, big data e data center), individuando le migliori opportunità tra gli «Innovatori» (società con il più ampio portafoglio di brevetti AI), gli «Specialisti» (società che generano già la maggior parte dei loro ricavi da prodotti e servizi di infrastrutture per l'AI) e i «Leader di mercato» (aziende chiave nella catena del valore dell'AI).
Nel caso dell’ETF iShares AI Adopters and Applications, invece, l’attenzione è rivolta al futuro, attraverso la selezione -in 10 diversi settori - delle società in grado di avvantaggiarsi significativamente dei progressi dell'AI, sia in termini di evoluzione dei prodotti e servizi sia di miglioramento dei margini operativi. La ricerca si concentra tra “gli Innovatori” e i “Leader di mercato”, con un focus su aziende attive in settori data-intensive, come la sanità, finanza e mobilità.
Tra le altre rivoluzioni tecnologiche destinate ad affiancare e potenziare l’intelligenza artificiale, il Quantum Computing occupa un ruolo di primo piano. Questa tecnologia sfrutta i principi della meccanica quantistica per affrontare problemi troppo complessi per i computer tradizionali, aumentando in modo esponenziale la capacità di elaborazione: l'integrazione tra capacità computazionale quantistica e modelli avanzati di AI potrebbe produrre effetti superiori alla semplice somma dei benefici individuali.
Secondo le stime del McKinsey Quantum Technology Monitor, il mercato complessivo delle tecnologie quantistiche potrebbe generare fino a 97 miliardi di dollari di ricavi entro il 2035, rispetto ai 4 miliardi di dollari del 2024. In questo. contesto, la Germania, da sola, aveva già destinato oltre 2 miliardi di euro allo sviluppo di processori e infrastrutture quantistiche.
L'ecosistema del Quantum Computing coinvolge una filiera articolata che parte dagli utilizzatori finali, tra cui gruppi industriali, finanziari e farmaceutici di primo piano, e si estende alle società specializzate in software, algoritmi e applicazioni dedicate. Al centro della catena del valore si trovano i produttori di unità di elaborazione quantistica, attorno ai quali si sviluppa un ampio ecosistema di fornitori di componentistica, sistemi criogenici, strumenti di misurazione e piattaforme cloud, che consentono l'accesso remoto alle risorse quantistiche.
Parallelamente, cresce il numero di società quotate che offrono agli investitori un'esposizione diretta o indiretta al settore, come IonQ e Rigetti Computing, mentre altre realtà potrebbero rappresentare future opportunità in vista di una possibile quotazione in borsa.
Il quantum computing è una tecnologia di frontiera che sfrutta la meccanica quantistica per elaborare informazioni molto più velocemente rispetto ai computer tradizionali.
Mentre i computer classici usano i “bit” (che possono essere 0 o 1), i computer quantistici usano i qubit, che possono esplorare molte possibilità contemporaneamente. Questo permette di risolvere problemi complessi in tempi rapidissimi (esempio illustrativo: risolvere un labirinto testando tutte le strade in parallelo).
Per intercettare questa evoluzione è stato sviluppato l’indice Stoxx Global Quantum Computing, cioè l’indice di riferimento dell’ETF iShares Quantum Computing, progettato per selezionare le società maggiormente coinvolte nello sviluppo e nell'applicazione delle tecnologie quantistiche.
L'universo azionario di partenza è rappresentato dall’indice Stoxx World AC All Cap, dal quale vengono escluse le società che non soddisfano i requisiti minimi di capitalizzazione, liquidità e sostenibilità. La selezione si basa su una combinazione di analisi brevettuale e valutazione testuale supportata da algoritmi proprietari di AI, con l’obiettivo di garantire la «purezza» tematica: da un lato vengono considerati il numero e la qualità dei brevetti attivi, unitamente al grado di specializzazione tecnologica dell'azienda; dall'altro vengono analizzati i report annuali e i siti istituzionali per valutare la rilevanza strategica del quantum computing all'interno del modello di business aziendale e dei ricavi prospettici.
Le due componenti generano un punteggio complessivo che consente di identificare le 30 società con l'esposizione più significativa sul tema del Quantum Computing, garantendo così una rappresentazione concentrata e mirata dell’intero ecosistema. (riproduzione riservata)