ETF ACTIVE EQUITY

Come battere l’indice Msci World con una strategia sistematica

«Beta Plus» è la strategia attiva che Invesco applica con successo ai mercati azionari. L’obiettivo è di produrre un sovrarendimento equilibrato e persistente, grazie a regole gestionali efficaci e ben definite

a cura di MFIU in collaborazione con
COMUNICAZIONE DI MARKETING. Tutti gli investimenti comportano rischi, compresa la possibile perdita di capitale.
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Nel contesto attuale dei mercati finanziari, caratterizzato dalla crescente attenzione alla gestione del rischio e alla sostenibilità, le strategie d’investimento attive che combinano l’esposizione ai mercati azionari globali con i criteri Esg rappresentano una soluzione sempre più rilevante. In quest’ottica, l’approccio Beta Plus è una strategia attiva sistematica di Invesco volta a replicare i rendimenti dei principali indici azionari, potenziandoli attraverso la ricerca di fonti di extra‑rendimento («alpha») e l’utilizzo di criteri rigorosi di sostenibilità. Il prodotto più diversificato delle strategie Beta Plus è l’ETF Invesco Global Active Esg Equity Ucits, che abbraccia l’azionario globale e dove il benchmark da battere attraverso la gestione attiva è rappresentato dall’indice Msci World: l’idea centrale è quella di ottenere rendimenti simili a quelli dell’indice di riferimento, ma migliorati grazie a un’allocazione attiva e sistematica, ovvero attraverso un portafoglio ampiamente diversificato e progettato per ridurre il rischio specifico dei singoli titoli.

Il concetto di Beta Plus

Le strategie di tipo Beta Plus di Invesco integrano quindi, in modo sistematico, le fonti di alpha in un portafoglio globale. Le principali caratteristiche includono una stretta aderenza al benchmark in termini di settori, paesi e valute; inoltre, è previsto l’utilizzo di strategie consolidate di selezione dei titoli nell’ambito della gestione attiva e nell’analisi puntuale del rischio rispetto all’indice di riferimento. L’approccio permette di mantenere una struttura di portafoglio molto vicina a quella del benchmark, riducendone gli scostamenti ma beneficiando allo stesso tempo di opportunità di sovraperformance. Questo grazie al team Invesco Quantitative Strategies (IQS), composto da circa 50 professionisti con oltre 40 anni di esperienza.

La scelta dei titoli si basa su tre pilastri fondamentali, ovvero tre fattori di stile azionario ben definiti:

  • il fattore Value, che identifica i titoli sottovalutati in termini di multipli
  • il fattore Momentum, nello scenario in cui le tendenze di mercato tendano a persistere favorendo i titoli con trend rialzista
  • il fattore Quality, che identifica le aziende con bilanci solidi e fondamentali promettenti, oltre che consistenti.

L’applicazione combinata di questi fattori consente di costruire un portafoglio equilibrato, in grado di adattarsi a diverse condizioni di mercato.

Il processo di selezione dei titoli

Il processo d’investimento è altamente strutturato e sistematico: il team IQS parte da un universo globale di circa 3 mila titoli appartenenti ai mercati sviluppati, a cui vengono applicati in prima battuta i filtri Esg, che escludono le società coinvolte in attività controverse secondo le regole dell’indice PAB; sui titoli rimanenti viene adottato un approccio best-in-class per individuare, all’interno di ciascun settore, il miglior 50% delle aziende per capitalizzazione flottante. Questi passaggi riducono l’universo investibile a un migliaio di azioni, che vengono ulteriormente scremate secondo i tre criteri di ottimizzazione multi‑fattoriale previsti dalla gestione attiva (Value, Momentum e Quality), grazie alla quale i titoli vengono selezionati e ottimizzati rispetto all’indice Msci World anche in termini di gestione del rischio secondo modelli proprietari.

Il risultato è un portafoglio composto da circa 200 titoli, multi‑fattoriale globale e sostenibile (in linea con l’articolo 8 della normativa SFDR), che presenta specifiche caratteristiche: un tracking error atteso, cioè uno scostamento rispetto all’indice, nell’ordine del 3% annuo, e una riduzione del 50% delle emissioni di carbonio rispetto all’indice di riferimento della strategia, con ulteriore miglioramento del 7% annuo. Questo grazie anche ai vincoli applicati nella fase di costruzione del portafoglio, ovvero i cap (peso massimo) introdotti a livello di singolo titolo, di settore, di valuta e di area geografica, adottati per restare fedeli al benchnmark sottostante l’ETF.

La strategia vista dall’emittente

Fabrizio Arusa
Head of ETF Italy di Invesco

«A un certo punto, è stato proprio il cliente a chiedere un veicolo più efficiente rispetto al mandato originario: la strategia Global Active Esg Equity, la prima della gamma Beta Plus, non è nata come fondo tradizionale, ma direttamente come Etf a gestione attiva, con l’obiettivo di offrire uno strumento con una marcia in più e, possibilmente, anche a costi più contenuti», precisa Fabrizio Arusa, Head of ETF Italy presso Invesco.

«Negli anni la strategia è stata poi progressivamente affinata, pur mantenendo tutta la sua diversità rispetto a un prodotto tradizionale a gestione attiva: non esistendo alcuna discrezionalità nella selezione dei singoli titoli e nemmeno nella scelta o nel peso dei fattori da parte del gestore, che sono equiponderati, il processo quantitativo sottostante elimina di fatto il rischio legato alle decisioni soggettive», chiarisce Arusa. Così come sono chiari i fattori di valutazione, lo sono anche i criteri e le date prefissate per i ribilanciamenti periodici, che avvengono con cadenza mensile, rendendo estremamente trasparente l’intera strategia di gestione.

Attualmente, il portafoglio è formato da 184 titoli dove gli Stati Uniti hanno un lieve sottopeso rispetto all’indice Msci Word, a favore principalmente di Giappone, Canada e Francia.  Tra i settori, invece, il lieve sovrappeso si registra nel comparto IT, sui titoli finanziari e su quelli industriali, a scapito delle utiliy, dell’energia e dei consumi di base.

Le performance della strategia

A fine aprile 2026, Invesco ha calcolato che la strategia Global Active Esg Equity ha restituito in 12 mesi una performance in dollari pari al 33,5%, rispetto al 29,16% registrato dall’indice Msci World, mentre dall’esordio del 2019 ha prodotto un guadagno complessivo del 133,6% che si confronta con il 114% circa prodotto dal benchmark, pari a un sovrarendimento medio annuo dell’1,6%. Positiva è anche la misurazione della persistenza dell’alpha: l’emittente dell’ETF segnala che la strategia è riuscita a battere l’indice di riferimento sui principali orizzonti temporali (1, 3 e 5 anni), identificando una sovraperformance non eccessiva ma costante, frutto di disciplina gestionale, coerenza nello stile d’investimento e una buona capacità di intercettare i trend strutturali del mercato.

Pur presentando alcune differenze rispetto al benchmark, queste non si traducono in un rischio significativamente superiore, ma piuttosto in un’esposizione più mirata verso settori e aziende di qualità. Il rapporto tra rischio e rendimento risulta quindi positivo: le oscillazioni dell’Etf sono assorbite da rendimenti superiori e stabili nel tempo, mentre il costo complessivo (TER) contenuto allo 0,30% annuo ne massimizza l’efficienza anche in termini di costi di gestione.

Nell’analisi dell’attribuzione del sovrarendimento relativo agli ultimi tre anni, Invesco evidenzia anche il contributo dei diversi fattori: l’apporto maggiore in termini di alpha nei confronti dell’indice Msci Word proviene dal fattore Momentum, che ha portato l’1,1% annuo in più rispetto all’indice, seguito dal +0,71% del fattore Quality e dal +0,6% del fattore Value, valori che confermano il ruolo determinante ed efficace dell’approccio multi‑fattoriale. (riproduzione riservata)

A cura di MFIU in collaborazione con in collaborazione con Capital Group